Uh se ne prendo un chicco...

scritto da 2nimue5 il lunedì, 04 febbraio 2008,14:11

 

 

Sono tornata!

La mia settimana potentina è finita e da oggi ricomincia la vita normale…tanto per cominciare in bellezza con un po’ di influenza! Beh, ho resistito stoicamente per sette giorni in mezzo a una pletora di soprani raffreddati quindi ho già stabilito un record di resistenza, non mi lamento!

 

Sette giorni di musica e allegria, immersi in quella specie di vita parallela che è il teatro…

E’ la bellezza di lasciarsi travolgere dalle passioni dell’opera e per un istante dimenticare perfino la propria identità, con la mente e il cuore protesi nel rivivere la vita e la morte di giovani donne costrette a spegnersi giorno dopo giorno in un monastero…Inutile dirlo, mi sono innamorata di Suor Angelica come di tutte le opere che finora mi è capitato di vivere dall’interno!*

 
rosone

 

Ho condiviso quest’avventura con Serena, mia compagna di stanza in un alberghetto a dir poco squallido (3 stelle…mmh…ma chi le distribuisce le stelle??!!); abbiamo diviso gioie e dolori di una camera-ripostiglio di cui ci siamo divertite a scrivere una lista delle cose positive e negative! E questo già la dice lunga sulle innumerevoli attività di svago su cui potevamo contare nel tempo libero…

marghesere
Come si potrà notare, le attrattive della stanza sono il cesso e la TV…A volte buttarsi dal balcone può essere una buona idea, ma tra le altre cose stavamo solo al primo piano…

 

COSE POSITIVE

COSE NEGATIVE

 

 

1…Partiamo dal presupposto che deve pur esserci qualcosa di positivo…

1. Non c’è lo specchio a figura integrale

2…

2. Puzza di fumo e/o altre sostanze indefinite (non vogliamo neanche saperlo, grazie)

3…

3. Non è una stanza, è una cella da monache…Vabbè immedesimarsi in Suor Angelica, però…

4…

4. I letti…non sono letti! Sono brandine con un contorno di legno simil-letto!!!!

5. ..

5. I cuscini sono mattonelle

6…

6. Sopra ai letti campeggiano due lucette che fanno molto lumino da loculo…

7…

7. Non c’è spazio per le valigie

8…

8. La doccia si allaga

9…

9. Le signore delle pulizie cercano di entrare la mattina presto (ma tesoro, se la chiave è nella toppa forse è perché STIAMO DORMENDO??!!)

10… Volendo: non c’è lo specchio a figura integrale

10. Non c’è posto per mettere alcunché in bagno (tantomeno per proficue letture cagherecce – scusate il mio Oxford Style)

11…

11. Siamo due allegre donzelle…anche nella più ottimistica delle ipotesi avremo un minimo di guardaroba con noi, no? Cosa ce ne facciamo di 4 appendini in due????

12…

12. La TV ha un modo d’accensione oserei dire primordiale

13…

13. Sul cestino della carta straccia c’è la scritta SECCO (hanno rubato alla vicina i cestini della raccolta differenziata?? E se ci volessi buttare l’umido??)

14…

14. Inquietante funzionalità del telecomando: è normale che giri i canali solo con la luce accesa?

15…Va beh

15. Estetica della doccia di dubbio gusto: un enorme padellone in puro stile Lager sovrasta un angolino recintato da saracinesca modello Claustrophoby

16…

16. Il quadro non ci piace

17…

17. Incomprensibile logica nella disposizione dell’arredamento: non è piacevole entrare e inciampare nel primo letto, fare un passo e cozzare con l’anca contro il tavolino, altro passo ruzzolando sulla sedia per finire sul secondo letto e infine impigliarsi nella maniglia del bagno…sempre che non sbagli porta ed entri nell’armadio!

18…

18. Dopo attente indagini abbiamo rilevato strane sostanze trasparentiformi sulle pareti di legno. Non vogliamo sapere.

19…

19. Ovvendo il finto vustico dell’avvedamento

20…

20. Il bagno…..ma quale bagno??!!

21…

21. Conflittualità finestra-water: se sei seduto sul cesso sbatti la testa contro lo spigolo. Fa male

22…ci rinunciamo?

22. Ma dai, manca la seconda presa elettrica al comodino! Due cellulari scarichi nella stessa notte possono causare accesi diverbi

23…

23. Ora che ci penso, manca anche il comodino

24…

24. Non c’è niente per appoggiare lo sciampo mentre fai la doccia: te la fai tenendo sapone e spugna in mano!

25…

25. A ben guardare, c’è il ripianino per lo sciampo: solo che è fuori dalla doccia…da cui è accuratamente separata dall’impenetrabile saracinesca (vedi punto 15)

26…

26. Il rumore prolungato dello sciacquone (fino a 10 minuti a tirata) ci turba i sonni

27…boh…

27. Ma dai, almeno dove mettere lo spazzolino…!!!!!

28…

28. Gli asciugamani hanno la piacevole consistenza di una corteccia di larice

29…

29. La cartigienica (centellinata rotolo per rotolo: te ne scappa di più? Affari tuoi) è della stessa famiglia degli asciugamani

30…ma non disperiamo, eh…

30. E’ evidente che qualcuno perfino più disperato di noi ha preso a testate la porta del bagno e magari il suo fantasma aleggia ancora qui…

31…

31. Mi ammazzo ogni volta che mi rigiro nel letto (corollario del punto 4)

32…

32. Crampo al pollice provocato dal tentato utilizzo del fon (che è pure appiccicoso)

33…

33. Si è rotto l’asse del cesso…Ma non siamo due balene, giuro!!

34…

34. La TV, ideale spiraglio di salvezza in tanta desolazione, è veramente troppo piccola e troppo lontana!!

35…ECCO!!! Dal cesso si vede la TV!!! Che poi non ci sia niente da vedere è un mero dettaglio…

35. Macabra scoperta: il cestino in bagno reca la scritta UMIDO…

 

 
scale

Sono già pronta per ripartire…dove si va??



*ps: un super grazie alle persone che hanno lavorato con me in teatro, che MI HANNO SOPPORTATA e che hanno condiviso con me la magia del "dietro le quinte"...in primis i grandiosi Alfredo e Fabio...

HIP HIP URRA' PER I MAESTRI SOSTITUTI!!!!!!!!!!!!!!

 

 

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prontipartenzavia!

scritto da 2nimue5 il venerdì, 25 gennaio 2008,21:16

Eccomi pronta per un altro breve viaggio musicale...E' tutto a posto: valigia, spartiti, libri a chili, provviste per il viaggio...e la giusta carica di energia (madò sembra la pubblicità di una tavoletta di cioccolato...) che precede sempre le mie partenze! E anche un pizzico d'orgoglio perchè nonostante avessi praticamente rovesciato l'intero contenuto dell'armadio sul letto sono riuscita a limitare l'entusiasmo a una quantità di vestiti sobria e contenuta... ;-)

Ci si rivede tra otto giorni...Vi saluto con una poesia di Tiziana Soressi che ho appena letto e che mi è piaciuta:

Ritorni

 

Lasciami volare

con le ali fatue

del tuo ritorno.

La vita

è una linea

scoscesa

scabra di arbusti

e di esili

eucalipti.

Ritornano

le voci

il sale

il mare.

Ritorna

il tuo ritorno

come un’onda infrangibile.

Sono io

che parto

strappando

un fiore

d’edera

al tuo

davanzale.

 

(Tiziana Soressi)

 

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ritorno a casa

scritto da 2nimue5 il lunedì, 29 ottobre 2007,20:42

Se chiudo gli occhi sento ancora il rumore cupo del vento…

Il vento rabbioso e freddo che spazza la spiaggia e sottolinea il grande silenzio tutto intorno. Null’altro: sulla sabbia poche alghe e rifiuti, dietro di noi una collina brulla e fredda, dimenticata e trascurata quasi quanto il resto del paese.

Da lontano, alcune imbarcazioni che si affrettano a tornare: perfino il barista ci racconta che quel vento significa temporale!

Temporale??? Quant’acqua è scesa! E dicevano che in quell’angolo di Sicilia non piove mai…

 mare freddo

Il rumore del vento come sottofondo a un incredibile intrico di melodie sempre più concitate nella testa…Voci dolci, voci gravi, ruvide e brillanti, spigolose e carezzevoli…compagne di viaggio che ho imparato a conoscere una per una, giorno dopo giorno…

Ad apprezzarle, a capirle, a guidarle…Le sentivo di giorno e le riascoltavo di notte senza riuscire a cancellarle in ogni momento di questi dieci giorni di vera e propria immersione totale nel canto!

cammina...

E la sveglia all’alba (sigh…), e i rimproveri burberi delle suore, e il velluto rosso del teatro, e la luce del palcoscenico, e i chili di fotocopie di nuove arie da leggere a prima vista, e la ricerca disperata di quel pezzetto di marciapiede davanti al bar dove il cellulare prendeva due tacche…una…no, ecco due…E le risate a pranzo, e le passeggiate nel corso, e le tre parole nuove imparate in giapponese!! Adesso so dire: konichiwà, itadakimàs, matanè e ikimasciò!

 

mani

Se il mio viaggio fosse stato un fiore...sarebbe stato un piccolo fiore bianco di oleandro nascosto tra le pagine di uno spartito, delicato come un'emozione ed eterno come una melodia...Oppure un fiore di ibisco rosso e violento come il vento sul mare e il fuoco del vivere...

fleur

 

 

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si parte!!!

scritto da 2nimue5 il venerdì, 12 ottobre 2007,21:32

Tutto è pronto!!! Un aereoplanino mi attende domattina all'alba (sigh) per portarmi su un'isola...non proprio tropicale...non proprio del tesoro...non proprio deserta...ma sempre isola è!!

Men vò in Sicilia dieci giorni a strimpellare l'amato pianoforte e al ritorno spero di poter riempire di colori del sud i prossimi post!

Baci abbracci e musica!

 

 

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sandro...

scritto da 2nimue5 il sabato, 29 settembre 2007,13:31

 

 

Felice chi è diverso

essendo egli diverso.

Ma guai a chi è diverso

essendo egli comune.

 

[Sandro Penna]

 

 

Ditemi, grandi alberi sognanti,

a voi non batte il cuore quando amore

fa cantare la cicala, quando il sole

sorprende e lascia immobile nel tempo

il batticuore della tenera lucertola

perduta fra due mani in un dolce far niente?

Anche a me batte il cuore, e pur non sono

io del fanciullo vittima innocente.

 

[S.P.]

foglie rosse

 

 

Forse la giovinezza è solo questo

perenne amare i sensi e non pentirsi.

 

[S.P.]

 

rami

 

Come è forte il rumore dell’alba!

Fatto di cose più che di persone.

Lo precede talvolta un fischio breve,

una voce che lieta sfida il giorno.

Ma poi nella città tutto è sommerso.

E la mia stella è quella stella scialba

mia lenta morte senza disperazione.

 

[S.P.]

 

 

Io vivere vorrei addormentato

entro il dolce rumore della vita.

 

[S.P.]

 

Il viaggiatore insonne

se il treno si è fermato

un attimo in attesa

di riprendere il fiato

ha sentito il sospiro

di quel buio paese

in un accordo breve…

 

[S.P.]

viaggiare

 

lo scaffale di nimue

scritto da 2nimue5 il mercoledì, 12 settembre 2007,13:47

i libri sono la mia grande passione...

 oggi inauguro una nuova sezione, il mio scaffale di libri (ma magari anche di altro, si vedrà!) per chiunque voglia condividere con me letture, impressioni e commenti. Mi astengo dal fare recensioni perchè di critici è già abbastanza zeppo il mondo. Preferisco affidare il perchè delle mie scelte alle parole stesse dei libri.

Diciamo che se avrò l'ispirazione sarà una sorta di rubrica settimanale...se no quando capita capita!

Il tema di questa settimana è...IL VIAGGIO

buona lettura

musica

GIANNI RODARI – La freccia azzurra

– Eh – mormorò, dopo aver dato un’occhiata alla vecchia – ne ho vista tanta di gente così.

– La conosci? – domandarono le bambole.

– Se la conosco? No, non conosco proprio questa, ma conosco la gente come lei. E’ gente povera, e niente più.

– Povera come il ragazzo della cantina?

– Più povera, più povera. Questa era una vecchietta senza casa. La neve l’ha sorpresa per strada e si è rifugiata in questo portone per non morire di freddo.

– E ora dorme?

– Sì dorme – disse il soldato. – Dorme uno strano sonno.

– Come sarebbe a dire?

– Ecco, non credo che si sveglierà mai più.

– Questa è una vera sciocchezza – disse la Bambola Rosa con molta decisione – perché non si dovrebbe svegliare? Anzi, io resterò fin che si sveglierà. Sono stanca di viaggiare. Io sono una ragazza di casa, non mi piace andare attorno per le strade di notte. Voglio restare con questa vecchina e quando si sveglierà, andrò con lei.

 

...un piccolo libro pervaso di dolcezza e malinconia da leggere con il cuore pulito dei bambini; pagine che non mi stanco mai di rileggere per accompagnare la più agguerrita carovana di giocattoli che sia mai stata inventata in un viaggio senza tempo, dalla severa bottega di una stravagante Befana alla mia stanza disordinata e caotica, dove una volta un vecchio orsacchiotto mi teneva compagnia nel buio.

Per chi sa scorgere una lacrima negli occhi di un cane di pezza.

 

WALTER MOERS - Folle viaggio nella notte

 

Gustave si stava giusto innamorando per la prima volta in vita sua e questa sensazione, che è donata a ognuno una sola volta, non era paragonabile con nessuna di quelle che aveva finora provato.

Infine osò sollevare di nuovo lo sguardo. La fanciulla lo fissava con gli occhi cerulei in modo talmente enigmatico che lì per lì non riuscì ad interpretarlo. Gratitudine? (Forse l’emozione le impediva di parlare.) Timidezza? (Pareva che non riuscisse a guardarlo negli occhi.) Amore eterno? (Il suo sguardo trasfigurato pareva errare in un lontanissimo futuro.)

“Pensavo che fosse il piccolo a dover schiattare” disse infine con voce fredda e tagliente, ignorando del tutto Gustave. Stava fissando il grifone che svolazzava dietro il ragazzo. “Che cosa significa quest'idiozia? Il mio drago ammaestrato è morto, chi me ne darà un altro? E' tutto il giorno che sto appesa qui, esposta agli schizzi della risacca. Ho la pelle zuppa di questa maledetta acqua salata e forse mi sono anche scottata". Si sbarazzò facilmente delle catene e si portò con le mani i lunghi capelli ondulati a coprire la propria nudità.

"Sarai risarcita" disse con freddezza il grifone dall'alto. "La faccenda ha preso una svolta imprevedibile. Non so che farci. Io sono solo un servitore della Morte."

"Non lo siamo forse tutti?" disse la fanciulla con una risata sarcastica, e senza degnarsi neppure di guardare Gustave un'altra volta cominciò ad arrampicarsi agilmente sugli scogli.

Il cuore di Gustave si spezzò. Si ruppe in due parti esattamente uguali: nella parte che apparteneva ormai irrevocabilmente alla bella fanciulla, e in quella che rimaneva a lui. Una gelida fitta gli trapassò il petto, peggiore di ogni dolore fisico mai provato fino ad allora.

Il grifone si abbassò e gli appoggiò un'ala sulle spalle. "Te l'avevo detto: a questo mondo ci sono cose peggiori dei draghi" disse. "Per esempio l'amore".

...un viaggio surreale e fantastico con un protagonista d'eccezione, il dodicenne estroso Gustave Doré, che da grande vorrebbe diventare un famoso disegnatore. Un intreccio pieno di colpi di scena esilaranti e grotteschi, accompagnato dalle splendide illustrazioni di Doré che trasportano il lettore in una dimensione visionaria.

Per sognatori avventurosi.

PASCAL MERCIER - Treno di notte per Lisbona

Nella libreria c'era un odore meraviglioso di vecchie rilegature in pelle e di polvere. Il proprietario, un uomo anziano con una leggendaria conoscenza delle lingue romanze, era occupato nel retrobottega. Nello spazio antistante c'era soltanto una ragazza che aveva l'aria di essere una studentessa. Stava seduta in un angolo accanto a un tavolo e leggeva un libro smilzo dalla copertina ingiallita. Gregorius avrebbe preferito che non ci fosse nessuno. La sensazione di essere lì semplicemente perchè la melodia di un vocabolo portoghese non gli usciva di mente e forse anche perchè non avrebbe saputo dove andare sarebbe stata più facile da tollerare senza testimoni. Passò accanto agli scaffali senza vedere nulla. Di quando in quando sollevava gli occhiali sulla fronte per leggere meglio un titolo su uno scaffale alto; ma una volta letto, se l'era già scordato. Era immerso nei suoi pensieri, come gli succedeva spesso, e il suo spirito era sigillato verso l'esterno.

...Cosa succede quando una vita tranquilla e ordinata di un professore ingrigito dalla quotidianità viene sconvolta all'improvviso da un evento che avrebbe potuto benissimo non portare alcun cambiamento, a meno di non desiderarlo inconsciamente con tutta l'anima?

Un viaggio in una città magica e lontana che si trasforma in un viaggio interiore ricco di enigmi ed interrogativi; unico compagno di viaggio un vecchio libro, amico e guida e croce del protagonista.

Per chi ama i viaggi senza un perchè...perchè il motivo lo si scoprirà solo durante il viaggio.

la leggenda della puttana evlyn roe

scritto da 2nimue5 il martedì, 28 agosto 2007,20:53

 

Quando venne primavera e il mare era azzurro

pace lei non trovò più

e venne a bordo con l’ultima scialuppa

la giovane Evlyn Roe.

 

Portava un panno di peluria sul corpo

che più di cosa terreno era bello.

Non aveva né monili né oro

se non i suoi meravigliosi capelli.

 

“Signor Capitano, lasciami venire con te in Terrasanta,

da Gesù Cristo devo andare”

“Devi partire con noi, donna, perché noi siamo pazzi

e tu sei uno splendore”.

 

“Lui ve ne renderà merito. Io sono una povera donna e nient’altro.

La mia anima appartiene al Signore”

“Il tuo corpo delicato allora tu ci devi dare:

il Signore che ami non potrà mai ripagarti

perché lui è morto”.

 

Navigarono sempre nel sole e nel vento

e amavano Evlyn Roe.

Lei mangiava il loro pane e beveva il loro vino

e ci piangeva su.

 

Ballavano di notte. ballavano di giorno.

Lasciavano il timone senza manovra.

Evlyn Roe era così timida e tenera,

loro più duri della roccia.

 

Passò la primavera, sparì l’estate.

Lei correva di notte con scarpe tutte lacere su e giù

di pennone in pennone e guardava fisso nell’ombra grigia

e cercava una spiaggia quieta,

la povera Evlyn Roe.

 

Ballava di notte, ballava di giorno.

Era come una malata senza forze.

“Signor Capitano, quando arriveremo

nella Città Santa del Signore?”

 

Il Capitano giaceva nel suo grembo,

la baciava e rideva: “Se

qualcuno ha colpa che non arriveremo mai,

è solo Evlyn Roe”

 

Ballava di notte. Ballava di giorno. Divenne

fiacca come un cadavere. E tutti

dal capitano fino al boy più giovane

di lei erano stufi.

 

Portava un vestito di seta sul corpo

malato e pieno di gonfiori

e portava sulla fronte sfigurata

capelli arruffati e sporchi.

 

“Non ti vedrò mai Signore Gesù Cristo,

il mio corpo è così pieno di peccato.

Tu non puoi certo andare da una puttana

e io sono una povera donna e nient’altro”

 

Correva così a lungo di pennone in pennone,

e cuore e piede le facevano male:

lei si gettò di notte, quando non la vedeva nessuno,

lei si gettò, di notte nel mare.

 

Questo fu nel freddo gennaio,

lei nuotò per un bel pezzo al largo,

e solo in marzo o in aprile si aprono

i fiori di ogni albero.

 

Si diede ai flutti oscuri, e questi

la resero pulita e bianca:

ora, certo, prima del capitano

lei sarà in Terrasanta.

 

A primavera, davanti al paradiso

San Pietro le sbatté la porta in faccia:

“Dio mi ha detto: non voglio con me

Evlyn Roe, quella puttanaccia”.

 

Ma quando fu davanti all’inferno,

le sprangarono le porte in faccia.

Il diavolo gridò: “Non voglio con me

Evlyn Roe, è troppo buona e santa”.

[bertolt brecht]

nuvole

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in viaggio

scritto da 2nimue5 il martedì, 28 agosto 2007,13:11

Finirà sempre così…

gocce di domanda sulle guance e

l’addio muto

alle ultime case

e un fagotto caldo di malinconia nello stomaco

o forse è il cuore.

 

Dannata ape che ronza sul finestrino sporco

si agita

sbatte le ali nella luce e resta sfinita

a raccontare.

 

Mi racconta di un cielo sereno,

fitto di stelle,

dove sparire e annullarmi in un istante d’eternità

e respirare l’immenso che vibra nel sangue.

Di un luogo sacro

di silenzio e segreti e misteri e millenni.

Di un batticuore inatteso, fuggito

e cercato,

e di timori inesperti di bambina.

 

Le gocce di domanda sulle guance

e nella mente

scivolano con fragore sulla mano aperta ad accogliere il nulla;

già sento il profumo di casa

ma sull’altalena dell’addio

è un profumo che taglia la gola.

 

 

buio

categoria:viaggi, poesia, magia, solitudine
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